martedì 28 gennaio 2014

Neil Gaiman & Terry Pratchett - Good Omens

Mi sono appropinquato alla lettura di questo romanzo con un misto di scetticismo e venerazione repressa per due mostri sacri del fantastico. Il primo, Gaiman, all'epoca era noto principalmente per la serie a fumetti Sandman, la raccolta Smoke and Mirrors (l'unico altro suo libro che ho letto) e doveva ancora scrivere le opere per cui è più noto. Il secondo, Pratchett, all'epoca aveva già pubblicato la prima manciata di libri del Mondo Disco. È con questi due autori che avevo a che fare, non con le loro proiezioni future - che poi sono il presente. Questa premessa è d'obbligo, poiché per entrambi credo si possano indicare altri titoli fra i libri da consigliare. Eppure, trovo che il risultato non sia per nulla inferiore alla somma delle parti, né si può ignorare l'influenza di questo libro nel fantasy, specialmente di area urban. In chiusura a questa lunga premessa, ringrazio Maria e le altre partecipanti del gruppo di lettura, sia per l'opportunità di non rimandare, una volta tanto, questa lettura, sia perché farò frequenti riferimenti alle discussioni avute con loro.
Signore e signori... sigla!

A sinistra edizione US, a destra quella inglese. Trovate le differenze!

Good Omens - The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch è un romanzo scritto a quattro mani da due tra gli scrittori più interessanti nel panorama fantasy. La storia ha per protagonisti i due tizi nelle due copertine: Aziraphale, angelo e commerciante part-time di libri rari e antichi, e Crowley, non tanto un angelo caduto quanto uno che si sta facendo un giretto nelle parti basse (l'Inferno). Nel corso di 4000 anni i due avversari hanno scoperto di avere più cose in comune fra di loro che con i rispettivi schieramenti, il cui scopo è immutato nel corso dei millenni (preparare il mondo alla sua fine, quando si terrà la battaglia finale). Scopo dei due, quando realizzano che l'Apocalisse dista solo  anni, è di fare il possibile per evitare la noia che seguirebbe la vittoria di una delle due fazioni.
Non hanno fatto i conti con gli esseri umani, che renderanno il gioco, in apparenza predeterminato e ineffabile, piuttosto imprevedibile.

Non sto a riassumere la serie di eventi che si susseguono, così come tutti i personaggi che calcano il palcoscenico. Questo libro è una dannata girandola! C'è l'Anticristo, tanto per cominciare, che ha solo undici anni e si comporta esattamente come tale, nonostante abbia fra le mani il destino dell'umanità. C'è una occultista pratica, Anathema Device*, che ha imparato a leggere su un libro profetico (senza le figure), felice perché in esso compariva il suo nome. Anatema! C'è un cacciatore di streghe, di lavoro addetto in un negozio di elettronica ma incapace di far funzionare anche il circuito più semplice. E ci sono i quattro Cavalieri dell'Apocalisse: Morte, Guerra, Carestia e Inquinamento - il predecessore di quest'ultimo, Pestilenza, pare si sia ritirato in seguito all'invenzione della penicillina.

Vi sarete fatti un'idea di quanto sia folle questo libro. Non tutti i personaggi hanno lo stesso spazio. Alcuni sono funzionali a una scena comica, come il rispettabile Mr. Tyler che è sempre pronto a scrivere ai giornali per manifestare la propria disapprovazione per ciò che ritiene inadeguato alla tranquilla cittadina di Lower Tadfield (sobborgo di Londra dove è ambientata gran parte della storia). Altri sono più rilevanti, in primis i due angeli che si dimostrano fin dal principio contaminati dal mondo in cui operano e si scoprono inequivocabilmente, inevitabilmente, umani.
Parafrasando Schiller: "Contro l'umanità*** anche gli Dei lottano invano."

Tornando alla "follia", ci ho riflettuto leggendo i commenti di altri partecipanti al gruppo di lettura. Avendo retroterra culturali differenti, non solo non è piaciuto a tutti allo stesso modo, ma qualcuno ha fin da subito manifestato un certo disagio nel trovarsi così distanti dalle proprie letture. Facendo uno sforzo di astrazione, dimenticando di aver letto Pratchett e buona parte del fantastico che ho macinato, non fatico a immaginare che un lettore che passi dalla narrativa mainstream (o dai classici, dai gialli, da ciò che volete) a Good Omens si troverà spaesato. Non è fantasy, se il massimo che si conosce è l'opera del professor Tolkien, e interpretarlo solamente in chiave comica è riduttivo. No, questo libro richiede uno sforzo ulteriore.

Good Omens è un libro intelligente. Forse non profondo, non ai livelli di Hogfather se penso a Pratchett, ma di certo arguto nelle sue trovate comiche e satiriche. Immagino che sia anche un libro blasfemo. La satira non risparmia infatti credenze e istituzioni religiose e lo fa nel modo più bieco: muovendo angeli e demoni fra gli esseri umani. Con questo non voglio allarmare nessun credente, a meno che non abbia una cieca convinzione che l'Apocalisse sia una cosa seria, su cui è inopportuno speculare - in tal caso, questo libro non fa per lui. Per chi invece fosse aperto a un approccio ironico e aperto (perdonate la ripetizione), non dimenticando che di narrativa si tratta, credo che non lo troverà fastidioso ma alquanto divertente.

In conclusione, libro che promuovo a pieni voti. Lettura obbligata se vi piace l'urban fantasy, lettura consigliata se vi piace una qualsiasi delle cose che ho detto, altrimenti, se vi capita fra le mani, sfogliatelo e leggete il primo capitolo che è breve e offre uno spiraglio sul tenore della storia. Per i fan dei due autori, credo che come collaborazione sia un buon risultato ma va tenuto conto che siamo all'inizio delle rispettive carriere e che entrambi hanno probabilmente offerto il loro meglio altrove.
Per i lettori italiani, non potendo negare l'esistenza di un'edizione Mondadori dal titolo più che discutibile, incollo la copertina e rimando alle note per darvi una buona ragione per provare a leggerlo in inglese.
Ai compagni di letture posso solo dire: alla prossima!

_______
*
Della famiglia Device, rispettabile cognome del Lancashire. Uno dei suoi antenati è noto per avere ideato il meccanismo che fa funzionare gli orologi, in suo onore chiamato device**.
**
In italiano, "dispositivo". Il termine, nel contesto tecnologico, ha la stessa specificità di "coso".
Questo è un buon esempio che dovrebbe spingervi a considerare seriamente l'idea di leggere il romanzo in lingua originale, se masticate l'inglese. Gaiman e Pratchett, soprattutto il secondo, utilizzano spesso invenzioni linguistiche e giochi di assai difficile traduzione.
***
In originale, stupidità.

20 commenti:

  1. Continuo a trovare Gaiman ostico, mentre non conosco affatto Terry Pratchett. Che sia da leggere?

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    1. Molto leggero. Il più delle volte c'è una patina satirica, che si apprezza maggiormente se si conosce l'argomento che ha preso di mira. Ti consiglio "Maledette piramidi", che si legge da solo e dovrebbe essere facile da reperire. Oppure "Il colore della magia", che però, essendo il suo primo libro, è a mio parere un po' acerbo.

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  2. Come invidio il fatto che stai scoprendo questo meraviglioso libro solo adesso per la prima volta.

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    1. E' quello che penso anch'io quando recupero qualche classico del passato. Ridendo e scherzando, siamo quasi al 25mo dalla pubblicazione!

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  3. Libro meraviglioso, senza se e senza ma.
    Di Gaiman mi sento di consigliarti almeno American Gods e Nessun Dove, ma poi penso a Coraline, Stardust ed Il Figlio Del Cimitero e mi viene spontaneo consigliarli tutti.
    Condivido quanto detto da Nick Parisi : autori del genere mi fanno provare invidia per tutti coloro che potranno leggere le loro opere per la prima volta. :-)

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    1. Per il compleanno mi sono regalato Sandman! :)

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  4. Troppe etichette, troppe categorie. A stento arrivo al fantasy, l'urban mi spaventa.
    E insomma, grazie per aver partecipato, ancora.
    Niente abbraccio però, altrimenti ci fai l'abitudine.

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    1. Ahah, va bene! Sono contento che tu abbia superato lo spavento. Se ti serve una mappa del fantastico, un pochino me la cavo. Ti avverto però che le mie qualità di cartografo lasciano alquanto a desiderare! Grazie anche a te.

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  5. Protesto sentitamente per l'esclusione di Cerbero dai personaggi citati, io l'ho adorato! :-)
    Per il resto approvo tutto, il libro è delizioso!

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    1. Cerbero? Intendi il cane? Dog? Sul serio l'hanno chiamato Cerbero? :O

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    2. Ehm no, nella mia versione lo chiamano Dog. Mo' non so la Mondadori se ha bevuto tra l'edizione di 16 euro e quella economica (sai che Strade Blu non cambia una mazza, no? È solo più piccola quella economica ma poi è uguale anche il numero di pagine) e ha cambiato i nomi...
      Comunque potresti provare a leggere (per rimanere in tema religioso) Il vangelo secondo Biff o Un lavoro sporco. Invece di Gaiman Nessundove <3 ah, se l'ho amato.

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    3. Il mistero si infittisce...

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  6. Vedi che facevo bene a consigliarlo? ^___^

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    1. Verissimo. è proprio un libro da consigliare!

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  7. adoro Gaiman...
    ma a parte questo, sono nel coro delle proteste per le traduzioni e non solo alla Mondadori (grave comunque: dico, sei la Mondadori, non puoi permetterti traduttori decenti?)
    Bene, un altro titolo da aggiungere alla lista infinita

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    1. Bisogna vedere chi, a valle (o a monte), si prende certe libertà!

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  8. Devo ancora finirlo :(
    L'idea è piacevolissima, ma, se da un lato ho apprezzato moltissimo il sarcasmo e la leggerezza, dall'altro faccio fatica a rincorrere tutti i personaggi, il surrealismo, il fantastico.
    Forse è troppo per me, che dimentico i nomi già quando si va oltre il protagonista :)

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    1. Non è un avvicinamento facile al genere, soprattutto se non hai letto nulla di simile. Proprio per questo sono curioso di leggere la tua opinione.

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  9. Io lo osanno ogni volta che ne vedo la copertina in casa. Per questo motivo, ho deciso di metterlo via, perché non mi si sopporta già più. In ogni caso, io sono entusiasta del libro e particolarmente parziale per Crowley.
    Ora mi dedico a collezionare gli altri titoli di questi due genii del male.

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    1. Altri mi lanceranno pietre addosso, ma per Pratchett consiglio Hogfather (solo in inglese) e Pyramids (Maledette piramidi).

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