sabato 21 maggio 2016

Prima di partire per un nuovo viaggio


Quattro mesi fa, quando compii i famosi trent'anni, la mia fidanzata mi fece un regalo molto bello*: uno di quei libricini in cui scrivere delle missive a se stessi, da aprire dopo tot anni, a una data decisa al momento della loro chiusura. Le domande sono semplici ma le risposte impegnative, da "Cos'è la felicità" a "La persona che vorrei essere" e così via... Insomma, non è difficile intuire le difficoltà di rispondere a questo tipo di domande, molto coinvolgenti a livello emotivo. Ed è successo che proprio in questi giorni, in cui avrei voluto avere sottomano una di queste lettere**, mi trovo senza e troppo lontano dal libretto per recuperarlo in tempo (e tranquillità), per cui mi sono detto che poteva anche valere la pena di scrivere due righe qui, sul mio vecchio blog, e di condividerle con i miei amici e ospiti, alcuni dei quali ho avuto il piacere di conoscere e non pochi sono anche a conoscenza dei (lieti) motivi che mi spingono a scrivere queste righe.

Ebbene, l'Argonauta oggi si sposa.

No, non Salomon Xeno, ovviamente, che naviga indefesso per i mari della fantasia; no, quello vero, la persona dietro questo nickname, che periodicamente si scusa per i ritardi biblici nella produzione di quel dannato eBook dei 3Narratori*** e che da mesi ormai non dà segno di volersi impegnare nella scrittura narrativa e nel blog. Sì, proprio lui, che ogni tanto se ne esce parlando di qualcosa che lo riguarda ma non ha mai utilizzato (dopo l'adolescenza) un blog come diario personale. Però questa è una pagina personale, non una testata giornalistica, e qui non si fa mai critica ma si discute delle mie passioni e di qualche piccola ricerca; sì, questa in fondo è proprio una pagina personale. E dato che ciò che io sono influenza indirettamente anche l'Argonauta, sono contento di mettere a parte i miei ospiti**** di questo grande momento di gioia per me e per la persona più importante nella mia vita.

giovedì 21 gennaio 2016

I trent'anni dell'Argonauta


E così, dopo tre mesi di silenzio, torno a scrivere su queste pagine, per di più su un argomento non molto inerente ai miei vecchi* interessi. Il fatto è che è successa una cosa strana, nel fine settimana appena trascorso: ho conosciuto un bambino (non avrà avuto più di 8 anni, chi sa mi corregga se sbaglio) di nome Salomon. Ora, non è che io mi chiami veramente così, dovrei averlo scritto da qualche parte, ma questo è il soprannome che mi ero inventato al momento dell'avvio di questo blog, all'incirca... boh? Ricordo che incominciai a scriverci seriamente nel dicembre 2011 o giù di lì, ma forse già esisteva da un anno, per un totale di tre post pubblicati. Gran risultato. Fatto è che Salomon e l'idea di metterci Xeno da qualche parte, ovviamente nomi impregnati di classicità e anticaglie, veniva da un romanzo che avevo iniziato e lasciato a metà in età liceale o nei primi anni di università. Si tratta di uno dei due progetti storici, quelli di cui parlo tanto ma a cui lavoro pochissimo. La cosa curiosa è che questo progetto, dopo averlo definitivamente accantonato anni fa nella fase di allontanamento dalla fantascienza, come lettore, l'avevo ripreso in mano nel periodo natalizio, nel tentativo di portare avanti un progetto relativo a un corso che sto ancora seguendo; ciance a parte, ci avevo rimesso mano, tagliando senza pietà tutte le parole inutili e ragionando seriamente alla scaletta (questo era il primo compito del progetto)**.

Fatto sta che non avrei scritto questo post se non fossero successe un miliardo di cose in questi ultimi mesi, che mi hanno cambiato o hanno mostrato a me stesso che io sono cambiato, sono cresciuto, mi sono evoluto; sono un po' meno alla ricerca del mio posto nel mondo e un po' più dei dintorni, dei vicini e delle connessioni. Come a dire, se vogliamo, che mi piace ancora giocare ma ho preso gradualmente coscienza di essere entrato a pieno titolo nel mondo dei grandi.

Una presa di coscienza sconcertante.

venerdì 30 ottobre 2015

L'Argonauta va al Lucca Comics 2015

Fine ottobre. Tempo di morti, streghe e santi. Tempo di fumetti e giochi, al Lucca Comics & Games, fiera che ogni anno riempie la bellissima cittadina medievale di schiamazzi e colori. Riempie? La invade, piuttosto! E come gli scorsi anni, da affezionato frequentatore, sarò uno dei molti invasori, insieme a Romina Tamerici (che ne ha parlato qui) e speranzoso di incontrare altri amici.

Qualcuno di voi ci sarà?
Come al solito, sarei contento di incontrare chiunque volesse palesarsi. I limiti sono i soliti: limitato accesso a internet e cellulare che salta ogni due per tre. Se però voleste contattarmi, faremo il possibile!
Per quanto mi riguarda, sarò lì sabato e domenica, anche se il sabato sarà parzialmente occupato da un paio di educational, quello di Aislinn e Luca Tarenzi sulla questione di genere nel fantasy e quello di Sapkowski su... be', è Sapkowski e tanto mi basta! Domenica invece sarò più libero ma relativamente, perché sarò conteso da due possenti forze: il desiderio di acquistare e il freno del risparmio.
Vedremo poi cosa ne sarà.

A chi ci andrà ma non riuscirò a incontrare, auguro preventivamente una buona Lucca*!

Siamo davvero pronti a ciò?

giovedì 22 ottobre 2015

Una nuova video recensione "fumettosa"

Già, l'abbiamo rifatto. Una settimana fa, a dire il vero, ma la convinzione di uscire con un altro post, nel frattempo, era così ferma che ho ritardato fino a oggi il reblog dal Pozzo della nuova video recensione curata da me e Romina Tamerici.
Ebbene, eccolo qui.

I racconti dell'era del Cobra di Enrique Fernández, edito da Tunué, non è un capolavoro o un caposaldo della storia della letteratura, ma una lettura leggera su cui almeno uno dei recensori ha una buona opinione. Vi devo proprio dire chi? Anzi, a parer mio è anche originale nel modo in cui l'intreccio, da Mille e una Notte, si risolve con un exploit a dir poco... teatrale! Questi racconti affrontano un argomento difficile (come potere e arte influenzino l'uomo e la società) in modo assai gradevole, grazie a un paio di personaggi davvero memorabili, per cui io lo promuovo (Romina no).

... e non perdetevi il nostro gatto, Conan, che anche qui fa capolino, come una star!

Buona visione.
(Comunque siamo alla quinta puntata!)


lunedì 21 settembre 2015

Il Cavaliere lucente, un mini-racconto

Chiamarlo racconto è forse eccessivo, ma rientra nelle 300 parole limite. Ha infatti partecipato al concorso di compleanno del blog Romina Tamerici, senza piazzarsi negli agognati (!) primi posti. L'idea nasce da una bozza seminascosta, shiny, che ho rielaborato in maniera piuttosto frettolosa in chiave fiabesca. Mi sembra che il tenore generale ricordi un racconto natalizio apparso qualche anno fa sul blog, ma questo è comprensibilmente più da fine estate.

Vi lascio con l'invito a controllare sul blog di Romina quando usciranno i tre video, perché io stesso ero rimasto piacevolmente stupito ascoltando la sua lettura del mio Regina della notte.


Il Cavaliere lucente


Molto tempo fa, in una lontana provincia viveva un Cavaliere lucente. Tutti i sudditi lo ammiravano. Il Re, un giorno, decise di dargli in sposa l'unica figlia. La sola persona a rattristarsi fu proprio la Principessa, che a chiunque glielo domandasse rispondeva che non ne voleva sapere nulla di un uomo la cui unica qualità fosse la lucentezza. Non potendo sopportare quel visino triste, il Re invitò il Cavaliere nella capitale.
Tuttavia egli non rispose alla convocazione.
Fra il popolino dilagò lo sconforto. Il Re, abituato a essere obbedito, si addolorò molto per non poter dare ai sudditi ciò che chiedevano. Aspettò qualche stagione e al termine della stagione della caccia gli mandò un nuovo invito.
Ma il Cavaliere non si mosse dal suo castello.
Il Re, infuriato, decise quindi di muovere guerra al proprio vassallo; chiamò a sé i sudditi più valorosi e armò un grande esercito, che mise in marcia verso quella lontana provincia. La sua tenera figlia, il cui cuore soffriva ogni giorno di più, era alla finestra mentre si allontanava, e pianse.
Si racconta che dalle lacrime di un'anima infranta siano nati i fiumi del Regno. È per questo che un menestrello quale io sono esita a bere dal comune boccale, tanto quanto io esiti a raccontare l'epilogo della storia.
Da quel giorno la Principessa visse in una torre angusta, bevendo solo l'acqua più pura e pregando ogni giorno per il ritorno del suo augusto padre. Ogni tanto udiva nuove dalla guerra ma nulla che la rallegrasse.
Alla fine il Re fece ritorno. Era nero in viso e nel cuore; in un carro aveva riposto l'armatura splendente, che si trascinava in casa come una maledizione.
“Ora sarà qui, la sola luce del Regno,” disse.
Non ci fu più allegria, nel Castello. Solo ricordi.

mercoledì 19 agosto 2015

Nuova videorecensione e futuro del blog (forse)

Come già sapete se seguite Il Pozzo, è uscita la nuova puntata della rubrica co-prodotta dal sottoscritto e Romina Tamerici, Un libro in due.

Il quarto ospite della rubrica è James M. Barrie, con il suo romanzo Peter e Wendy e il racconto in cui Peter Pan muove – letteralmente! – i suoi primi passi. In qualche modo mi sembra di essere nuovamente saltato sulla strada di mattoni gialli che avevo iniziato a percorrere in un remoto passato, perché questa volta (ri)scopriamo uno dei classici del fantastico del secolo scorso. Pochi l’hanno letto, molti hanno visto il film della Disney o lo riconoscono per le sue comparsate qua e là… Once upon a time? E così, proprio per rintracciare il personaggio originale, ci è balenata l’idea di leggere l’opera di Barrie, in una comoda edizione che raccogliesse più o meno tutto quello che c’è da leggere su di lui.

I pirati ci sono, con il loro Capitan Uncino.
Il coccodrillo anche.
Ci sono pure i pellerossa, eterni dimenticati, che nel film della Disney non mi ricordavo affatto.
C’è anche la spiegazione su come nascono i bambini!

Ma questo già lo sapevate, per cui non vi resta che guardarvi il video.


Per quanto riguarda il futuro di questo spazio, non nego una certa esitazione a sbilanciarmi, non tanto perché non ci abbia ragionato lungamente, quanto perché poi mi sentirei in obbligo di attuare ciò che ho proposto e sentirei il peso di reggere non uno, ma due blog. Allo stesso tempo, ho più volte espresso il desiderio di non lasciare morire questo spazio, a cui sono ancora molto legato, ma di ravvivarlo con contenuti che siano diversi dal principale, e più personali.
Nell'ordine, ho pensato a varie possibilità:
  • Luoghi che ho visitato, come nel post sul castello di Devín;
  • Appunti su ciò che sto scrivendo (quando mi capita di farlo), con le divagazioni del caso;
  • Riflessioni personali non richieste;
  • Un mix (non ponderato) delle tre.
L'ultimo punto l'ho messo più per altro perché è qualcosa che a volte mi è capitato di intervenire in passato. Qualche volta l'ho fatto su argomenti scientifici, o legati alle libertà digitali, altre volte sono andato più a ruota libera. Per esempio, come avete vissuto l'obbligo di una maggiore trasparenza introdotto dalla cosiddetta cookie law?

Di appunti sulla scrittura ogni tanto ne sono comparsi e mi è capitato persino di proporre brevi racconti... forse potrei riprovare, magari con qualcosa di più articolato? Ho un racconto di una decina di pagine che potrei distribuire come freeBook, per esempio, giusto per tenermi in allenamento.
Cosa dite? Prima forse dovrei impegnarmi di più e concludere il Libro delle ombre?

Infine, i viaggi. L'argonauta non è un gran viaggiatore, lo confesso, ma qualche bel posticino mi è capitato di vederlo, magari poco conosciuto. Un paio di idee ce le ho, e magari potrei mutuare un post sui musei delle culture extra-europee.


Insomma, mi piacerebbe chiedervi cosa ne pensate, se c'è qualcosa che vi piacerebbe (tornare a) leggere su  questo blog.
Mi raccomando, non siate timidi!

martedì 7 luglio 2015

Video recensioni e progetti, vecchi e nuovi

Come di consueto, mi ricordo ogni tanto di aggiornare la mia vecchia bacheca. Ecco dunque il terzo episodio della rubrica di video recensioni curata da me e Romina Tamerici, con un libro che eccezionalmente è piaciuto a entrambi: La principessa sposa di William Goldman.

(Fate attenzione, perché da dietro le quinte farà la sua comparsa un pestifero figuro.)


Insieme al libro abbiamo anche voluto parlare del film, come già accaduto con Amy Foster di Conrad. Mi è subito piaciuta l'idea di aprire aprire al cinema nuovamente e credo che la recensione di Shintaro Kago, da buon pilota, rimarrà l'unica ristretta a un solo oggetto.

Insomma, continuate a seguire i nostri giudizi equanimi!

Passando ad altro, si è da poco concluso un periodo prosciugante, lavorativamente parlando, in cui ho avuto poco tempo (e voglia) per aggiornare il Pozzo. Ora, calmate le acque, ho deciso di riprendere le fila del progetto 3Narratori, grazie all'inestimabile aiuto delle mie collaboratrici. Ho ultimato la prima revisione della cornice, attualmente sottoposta a un editing rigoroso, e pian piano finiremo di rivedere anche gli altri racconti. Mi piacerebbe uscire con la lieta novella a fine estate, ma la strada non è breve e mi limiterò a mostrare un cauto ottimismo.

Infine, si torna a parlare di scrittura. Ho terminato ad aprile il corso di scrittura organizzato dai ragazzi di Acheron e un po' ho ripreso a scrivere, complice anche il fatto che la partecipazione al corso aveva una forte componente motivazionale che non si è esaurita. Ho ripreso in mano un vecchio progetto che era rimasto mutilato (file cancellato, una brutta storia...) e la suddetta cornice. Non solo, mi sono finalmente deciso a riordinare alcune idee affastellate alla rinfusa e si può dire che abbia di nuovo iniziato una storia di più ampio respiro.

Si tratta di un urban fantasy ambientato nella mia città, con due protagonisti (uno tosto, l'altro più che altro tostato) e qualche mostricino, in cui mi divertirò a infilare inside jokes finché non mi stancherò e li estirperò tutti. Scherzo, eh! Al più ce ne saranno un paio, e un tenero ricordo di infanzia.

Insomma, se supero la soglia psicologica della ventina di pagine ne riparliamo.

Un saluto a tutti e alla prossima, qui o nel Pozzo!

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Questo post partecipa, una volta tanto, all’iniziativa Una parola al mese del blog di Romina.

La parola di luglio 2015 è equanime.
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