mercoledì 10 dicembre 2014

Jacek Dukaj - La Cattedrale

Esiste sempre un margine di errore, nel bene o nel male, quando si acquista un libro senza sapere davvero di che si tratta. La Cattedrale non è un romanzo, né una raccolta originale di racconti. Si tratta di una selezione di tre racconti lunghi dell'autore polacco Jacek Dukaj, a opera dell'editrice Voland. Si inserisce infatti nell'obiettivo della suddetta di tradurre e far conoscere in Italia la letteratura in lingua slava, anche contemporanea e fortunatamente anche "di genere". Dukaj scrive infatti fantascienza, con un taglio diverso dai soliti temi e stilemi propri degli autori anglosassoni.

Immagine tratta dal cortometraggio Katedra di Tomasz Bagiński

La Cattedrale è tratto dalla prima raccolta dello scrittore, edita nel 2000, da cui è stato tratto un cortometraggio animato. Il protagonista è un prete, incaricato dalla Santa Sede di esaminare alcune prove nell'ambito di un processo di beatificazione. Viene così spedito fra gli Ismiraidi, un gruppo di planetoidi in transito in un vicino sistema solare raggiunto dall'umanità. Fra i misteri degli Ismiraidi, il più grande è una costruzione in cristalvivo, solo parzialmente frutto di programmazione consapevole, che negli anni si è sviluppata fino a costituire una cattedrale. Man mano che gli Ismiraidi si avvicinano al punto di non ritorno, il prete lavora alla soluzione dei suoi interrogativi, sotto il fascino del gioco di luci e ombre dell'imponente edificio.

venerdì 21 novembre 2014

Il patto. Quando è il lettore il problema

Mi è capitato più volte sulla annosa questione della credibilità di un racconto fantastico e di leggere interventi sul tema, a volte molto bene argomentati. Perché tornarci? Perché ho l'impressione che spesso il discorso sia incompleto, non per ingenuità ma per l'adozione di una prospettiva troppo rigida.


Facciamo un passo indietro.
Il fantastico è un tipo di narrazione che nasce con deficit di realismo maggiore rispetto ad altri generi letterari. Si richiede dunque più attenzione alla credibilità delle storie, ovvero che il lettore possa accettare gli elementi estranei alla realtà che conosciamo; si tratta del solito patto con il lettore, fin qui nulla di nuovo. L'atto di leggere intorno a questo tacito accordo, che rende reali le storie nello spazio tra le parole e il lettore.

Il patto prevede alcuni diritti e doveri. Dovere del lettore è sospendere l'incredulità. Diritto del lettore è la coerenza interna della storia, ovvero il rispetto delle nuove regole definite da parte dell'autore stesso. Gli articoli sono molti ed è importante che entrambi, autore e lettore, ne siano consapevoli. Non sono cose di poco conto: c'è sempre la possibilità che danneggino l'esperienza di lettura. C'è, ad esempio, la questione della premise. Se l'autore inizia a imbastire la trama attorno a un tema importante, che vuole portare all'attenzione di chi legge, potrebbe suscitare la ritrosia di certe persone per i libri con un messaggio. Una volta ho partecipato a un'assurda discussione con una aspirante scrittrice che contestava un manuale il cui capitolo introduttivo girava intorno alla premessa. Al contrario, io sono uno che si porta con sé libri con una forte sinergia fra la premessa e la storia, perché sono quelli che più mi restano dentro.

venerdì 7 novembre 2014

Livio Gambarini - Le Colpe dei Padri

Ci sono un milanese, un bergamasco e una valligiana...
Il punto, ecco, è che non so se mi va di parlarne al solito modo. Le Colpe dei Padri è un libro che ho incontrato per caso, così come l'autore Livio Gambarini, in quel di Arona, in cui mi aspettavo tutt'altro. Ma si sa, tra un incontro e l'altro è facile perdere di vista gli obiettivi e acquistare un buon libro, soprattutto se nel pieno di una crisi di astinenza da caffeina.

Ed eccomi qui.
Non sono mai stato un appassionato di romanzi storici, anche se i pochi che ho letto mi sono piaciuti moltissimo. Posso citare Manzoni*, Jennings (L'Azteco) e il tizio che ha scritto Medicus, ma in generale dipende molto dal periodo storico. Al Manzoni forse non mi sarei mai approcciato senza l'input scolastico e, allo stesso modo, non sono andato oltre le prime 10 pagine del seguito di Medicus. Negli ultimi anni, per esempio, mi sono appassionato alle opere di Milano, la città in cui vivo e lavoro, così come ad alcuni suoi personaggi storici. Così, quando ho adocchiato questo romanzo, ho deciso che forse valeva la pena di cadere in tentazione.


martedì 28 ottobre 2014

Lucca Comics & Libro delle ombre

Anche quest'anno sarò a Lucca.
La città di Castruccio Castracani, di Ilaria del Carretto e del Volto Santo.
E del Lucca Comics & Games, quando un esercito di appassionati di fumetti, giochi e fantastico invadono la città in un clima di festa. Invadono letteralmente, poiché in quei giorni la popolazione della città toscana si moltiplica notevolmente.
Ma torniamo alla festa.
Argonauta Xeno come ogni anno partecipa, rigorosamente da visitatore. Girerò per gli stand, mangerò buon cibo (spero) e farò qualche acquisto, cercando di non dilapidare un patrimonio. Come l'anno scorso, cercherò di coniugare la manifestazione al turismo: è triste, infatti, che in quei giorni il patrimonio artistico lucchese venga ignorato dalla massa dei festanti. Ne parlerò nel probabile resoconto.
Ad ogni modo, io sarò lì sabato - alle 11 sarò all'educational di Luca Tarenzi sul fantasy postmoderno - e domenica. Se qualcuno volesse incontrarmi, sono sempre disponibile per un caffè, una birra o quello che si può prendere dell'ora e del contesto.
Insomma, sarà un bellissimo fine settimana.


mercoledì 22 ottobre 2014

"Regina della notte", racconto e lettura teatrale

Qualche mese fa, l'infaticabile Romina Tamerici ha messo in piedi un piccolo concorso per festeggiare il terzo compleanno del suo blog. Il concorso era diviso in due momenti: il primo in cui lei avrebbe dovuto scegliere tre racconti fra quelli inviati, il secondo in cui i visitatori avrebbero potuto ascoltare (e votare) una sua lettura dei testi.
Caso vuole che mi sia infilato fra i tre - sono quasi certo di averlo condiviso da qualche parte... - e che ho avuto la fortuna di ascoltare questo portento. So bene che un bravo scrittore, non dico di esserlo, dovrebbe leggere ad alta voce le proprie frasi, ma non sono mai stato bravo a leggere con la dovuta espressività. Vi posso assicurare che ascoltare il mio Regina della notte letto da Romina è stata un'esperienza emozionante, tanto che mi è venuto da pensare, per un momento, di aver davvero scritto un bel racconto! Scherzi a parte, questo tipo di lettura "teatrale" è in grado di mettere in risalto aspetti del testo, di significato o emotivi, che sono per forza di cosa personali, e possono conferire a esso un valore aggiunto.
Per le letture rimando al blog di Romina e al suo canale youtube, dove trovate anche altri video interessanti. Se vi interessa invece chiederle una lettura teatrale, c'è la pagina apposita.
Quanto a me, posso riproporvi questo breve racconto.

Regina della notte


Una brezza leggera accarezza l'erba, muovendone i fili con eleganza. È uno spettacolo distensivo e continuo, adatto all'attesa.
Arroccata sul suo parapetto, Bast scruta la superficie cangiante e scura. A seconda di come risponde al tocco dell'aria, è in grado di determinare la posizione di una possibile preda e di calare su di essa senza esitazione. Bast è una cacciatrice, ultima figlia di una nobile stirpe, e il fossato della rocchetta è il suo territorio.
Un refolo di vento più insistente le smuove il pelo nero, che ora presenta uno sbuffo sul fianco. È un presagio. Poco più sotto, ha scorto il nemico mentre cerca di stanare uno dei suoi.
Bast si alza e scende dal parapetto.
Le zampe affondano nell'erba scura, in cui ora è immersa, e avanza cautamente con le orecchie tese in ogni direzione. Non si farà cogliere di sorpresa.
Lì di fronte sente che Thot viene aggredito.
I suoi muscoli scattano e in men che non si dica raggiunge il luogo della colluttazione. Un balzo ed è sullo striato. Si rotolano, lui le morde l'orecchio ma alla fine è lei a prevalere.
Con un colpo di reni, lo striato si libera e scappa. Gian Galeazzo, che un tempo era il più forte, adesso si ritira con la coda fra le gambe. Ormai Bast è la migliore, specialmente quando si prende cura dei suoi. Valuta le condizioni di Thot, che le miagola un ringraziamento, poi erge la testa sopra i fili d'erba e si guarda intorno.
È tardi. Presto i suoi le faranno resoconto. In pochi balzi è di nuovo sul parapetto, il suo punto di osservazione. Per ciò che resta della notte osserverà il movimento continuo dell'erba, vigile e regina della notte.

giovedì 16 ottobre 2014

Francesco Verso - Livido

Recupero per l'occasione una recensione già apparsa su Il futuro è tornato, blogzine di fantascienza che dovreste conoscere. Ho letto questo libro un anno fa, nel frattempo è approdato, tradotto, nei paesi anglofoni. La mia opinione è rimasta la stessa, per cui lo ripropongo con poche correzioni.

Peter Pains è costretto fin da giovane a rovistare tra i rifiuti di Colle Vasto, la discarica vicino a casa. Soffre le angherie del fratello Charlie, capo di una banda di riciclatori abusivi, i Dead Bones, in un futuro dove la palta assedia le città e il riutilizzo è entrato a far parte dello stile di vita (almeno delle classi medie e meno abbienti). Ma soprattutto, Peter è alla ricerca della felicità. La donna dei suoi sogni è Alba, perfetta nel suo essere per metà artificiale. La sua mente è stata infatti copiata, digitalizzata e caricata su un corpo artificiale; gli uomini e le donne che scelgono l’upload, potendoselo permettere,  sono chiamati nexumani.

Peter conosce Alba lungo la strada che percorre ogni giorno per raggiungere Colle Vasto, dove  lavora in un’agenzia viaggi di sua proprietà. Il ragazzo però non si rende subito conto della sua condizione. I nexumani possono sembrare umani perfetti, ma il loro status giuridico è ambiguo: in cambio di una vita prolungata e di un corpo migliore, non godono di tutti i diritti dell’umanità. Che non è umana se ne accorge subito Charlie, che è lesto di giudizio: in quanto nexumana, anche Alba è palta. Durante una scorreria dei Dead Bones le dà la caccia e la uccide, sotto lo sguardo esterrefatto di Peter, che osserva il suo sogno smembrato e ripartito fra i membri della banda. Peter riesce tuttavia a recuperarne la testa e da qui inizia il percorso di recupero di quella felicità che si è visto strappar via.

martedì 30 settembre 2014

Comunicazioni: guest post e nuova policy sui commenti

Lo so, lo so.
Magari sarebbe il caso che lavorassi più seriamente, dato che di argomenti se ne trovano, sia letterari sia cronache della blogosfera. Potrei parlare di FantArona, una riuscita, benché minuta, manifestazione piemontese dove ho incontrato alcune belle persone; ma lo fa già Marika. Potrei anche lavorare a... coff... all'ebook... Solo che ho da poco finito di pulire casa e di bere la Bevanda Più Amara Mai Ideata - tè al gelsomino, per cui adesso ho solo voglia di mettermi a leggere questo bel romanzo storico che mi ha distolto dalle altre letture.
In ogni caso, oggi esce anche un mio post serio.
Sul blog di Romina Tamerici, per ricambiare il suo commento di Sherlock Holmes contro Dracula, libro che ora voglio leggere anch'io a breve.
Un guest post.
Il mio terzo guest post, mi sembra, se escludiamo le collaborazioni con Il Futuro è Tornato.
In ogni caso, se vi va andate a leggerlo.
Si parla di buoni brutti libri e di George Orwell.

Seconda comunicazione, che necessita di una premessa.
Ho sempre cercato di mantenere un approccio aperto al blogging, evitando contatori, tracker e tutto ciò che mi dà fastidio e stuzzica il mio io paranoico. Ho cercato altresì di non introdurre captcha - che non sono efficaci contro i robot! - e la moderazione dei commenti, anche se quest'ultima resta un'opzione.
E i commenti anonimi.
Ecco, proprio questi commenti sono una porta spalancata allo spam.
Negli ultimi due mesi ho iniziato a ricevere vagonate di spam. Alcuni dei messaggi fasulli superano i filtri di Blogger e, purtroppo, non sempre me ne accorgo. Considerato che di commenti anonimi genuini ne conto una quindicina, nei quasi tre anni di attività, ho deciso di lasciare spazio solo ai commenti firmati.
È stata una scelta combattuta, perché va contro la mia visione del Web, tuttavia la considero il male minore per evitare di diffondere ulteriormente il contagio.
Mi spiace per chi volesse commentare in modo anonimo, ma sono sicuro che troverà un altro modo per esprimere la sua opinione.

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