giovedì 14 maggio 2015

Video recensioni, corsi di scrittura e Salone del Libro 2015

Con un po' di ritardo*, segnalo anche qui l'uscita della seconda parte di Un Libro in Due, video rubrica a due voci realizzata con Romina Tamerici, in cui abbiamo recensito il racconto Amy Foster di Joseph Conrad e il film che ne è stato tratto, Lo Straniero che venne dal mare. Speriamo anche in questo caso di riuscire a strapparvi un sorriso.


Amy Foster a me è piaciuto (se non si fosse capito). C'è una prima metà che avrei assottigliato, ma solo perché la scrittura di Conrad è un po' vecchiotta e segue altri canoni. Ho scoperto però che il tema è ancora sorprendentemente attuale, perché i migranti si stanziano ma le migrazioni non finiscono mai, per cui… beh, se vi capita è una lettura abbastanza svelta.

Secondariamente, volevo segnalare che questo fine settimana sarò a Torino per il Salone Internazionale del Libro 2015. Quest'anno andrò un solo giorno, di venerdì, perché sabato e domenica vorrei visitare per bene una città in cui mi reco con una certa frequenza, senza però il tempo di vedere le sue bellezze. Anzi, ne approfitto: se qualche torinese ha consigli, consigli**!

Per quanto riguarda il Salone, sarò felice di incontrare chiunque voglia segnalare la sua presenza, anche solo per un caffè o simili. Giusto per dare una coordinata, pensavo di passare dall'aperitivo offerto da Iperborea e Ikea alle 18:30.

Ho da poco finito il corso di scrittura organizzato da Acheron, editore di cui avevo parlato nel primo post del mio nuovo blog. Con profitto, potrei dire, anche se non sono riuscito a terminare tutti e tre i racconti, ma scoprendo una straordinaria costanza nei giorni in cui riuscivo a dedicarmici. Una bella esperienza, con insegnanti d'eccezione (Adriano Barone, Luca Tarenzi, Aislinn e Davide Mana) per un corso molto valido (non si finisce mai di imparare), pieno di spunti di lettura e onesto. Si è anche formato un bel gruppo di studenti e...

… e ho un'ideuzza per una storia di un certo respiro, che vorrei mettere in cantiere. Se sono rose, come si suol dire, saranno mozzate e usate per disturbare dei clienti al bar.

Con questo è tutto, almeno per il momento.
A presto, qui o sul Pozzo!


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Per non perdervi le successive puntate, o essere anche solo avvisati per tempo, potete suggerire il mio nuovo blog Il Pozzo e lo Straniero o iscrivervi al canale Youtube (dove tanto pubblico solo questa rubrica).
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Già segnalati il rinnovato Museo Egizio (ma era ovvio), il Museo del Cinema e il Museo del Mondo Arabo (credo si chiami così).

martedì 3 marzo 2015

Cosa bolle nella pentola dell'Argonauta?

Verrebbe da chiedersi, innanzitutto, se l'Argonauta ce l'ha, una pentola. Avrei giurato di no, se poi non mi fossi trovato a pubblicare un post culinario su Il Pozzo e lo Straniero. Come diceva quel tale*, così va la vita...

Sono ormai due mesi e mezzo che ho trasferito l'attività sul nuovo blog. Oggi potrebbe addirittura (!) uscire un post in simultanea. O forse no. Non vi annoierò con lunghe disamine sui pro e i contro (ce ne sono) di questa scelta, perché nel complesso sono soddisfatto. Allo stesso tempo, sono rimasto legato a questo blog e, oltre a portare di là la figura dell'argonauta, come nick con il quale firmo i nuovi post, mi sono spesso chiesto se non valesse la pena di mantenere attivo questo spazio, magari per ospitare contenuti più personali, che di là ho scelto di limitare, pur restando alla polpa una pagina personale.

A proposito, avete visto che l'ho rifatto? Ho deciso di ri-metterci la faccia! Insieme a un'altro volto noto di questo isolato della blogosfera, Romina Tamerici, già autrice della suddetta rubrica culinaria, abbiamo realizzato una rubrica bimestrale di video recensioni. La prima vittima è stato un mangaka dal dubbio gusto per il nonsense, ma la prossima volta contiamo di leggere qualcosa di meritevole. Abbiamo chiamato questa rubrica Un libro in due e potete sorbirvi il primo episodio qui sotto.


La ospito sul mio canale Youtube, che finora avevo utilizzato in una sola occasione a fine didattico (nel senso che ero io lo studente). In inglese. Questa volta parlo in italiano e, con qualche aggiustatina, dovrebbe venirne una rubrica leggera e gradevole.

Questo mi ricorda che ormai, nel circondario, inizio a conoscere parecchi blogger, persone - non personaggi! - con cui trascorrere un pomeriggio piacevole, senza parlare necessariamente di fantasy e quant'altro, giusto per il gusto di conoscerli meglio. In passato ho sempre segnalato la mia partecipazione a fiere o affini**, perché ho sempre considerato il blog (i blog) come una piccola comunità, anche al di fuori dei temi trattati.

L'ultima novità è che ieri, senza che me lo aspettassi, lo Zio Nick di Nocturnia mi ha avvisato che ho ricevuto una segnalazione al Premio Italia, nella categoria "fan". Sono due voti che non cambiano la vita, ma anche questo, come altre piccole attestazioni di stima ricevute in passato, mi fa molto piacere e mi ripaga, emotivamente parlando, del tempo investito nella mia attività - amatoriale e in perdita - di blogger.

Varrebbe forse la pena di spendere due parole conclusive sul progetto 3Narratori - Il Libro delle ombre ma non sono sicuro di averne. La lavorazione dell'ebook è ferma. Io mi sono arenato sulla cornice, le revisioni non sono ancora ultimate. Purtroppo ce ne occupiamo a tempo perso e non sono sicuro, neanche a testi ultimati e pronti, di riuscire a impaginarlo in tempi brevi. Per lo stesso motivo ho zompato l'ipotetica edizione 2015, nonostante avessi un'idea. La priorità va al libro, ma non posso garantire che 3Narratori torni a breve a essere una priorità rispetto alle altre cose.

Però lo produrrò, fosse anche l'ultima cosa che faccio...

Sto seguendo un corso di scrittura. Un corso "vero", in presenza. Ho deciso di farlo per rivitalizzare la vena creativa, che soffriva di pressione bassa (quasi inesistente), e sta funzionando. Il corso è organizzato da Acheron Books, di cui ho parlato nel post inaugurale del nuovo blog. Tenuto da persone che conosco e stimo, spero così di riuscire a migliorare il mio Dao scribacchino. Per adesso sono molto soddisfatto del mio ruolo di adepto e sto davvero ricominciando a scrivere.

Con questo ho veramente chiuso.
Però ci risentiamo, anche se non so come o quando. Ci risentiamo.

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Kurt Vonnegut, nel suo  Mattatoio n. 5.
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A proposito, per i milanesi: chi va al Cartoomics?

giovedì 8 gennaio 2015

Je suis Charlie


Questa l'immagine che campeggia sul sito della nota rivista satirica francese, nota soprattutto, oggi, per la sparatoria avvenuta nella sua sede e la morte di alcuni autori.
Potete leggere approfondimenti più o meno ovunque, mi premeva solo partecipare a questa testimonianza.


PS
Suggerisco un importante spunto di riflessione pubblicato su Wired, su questa campagna e sul reale supporto alla libertà di espressione.


venerdì 19 dicembre 2014

Bilanci: Il mio "anno in libri" e una sorpresa di fine stagione


Come ogni anno, con l'approssimarsi delle feste, il team di Goodreads invia il riepilogo annuale delle letture.

67 libri letti, anche se avrei detto meno, per un totale di circa 15000 pagine. Non 67 romanzi, naturalmente: alcuni di questi sono libri di dimensione contenuta, altri graphic novel. La maggior parte di questi mi è piaciuta o piaciuta molto, cosa che mi rincuora non poco. Solo 4 o 5 titoli li avrei onestamente rimossi. Solo 6 sono scritti da donne, dato che sembra dare ragione a quella recente ricerca sul rapporto fra genere e gusti letterari.

Un anno in cui ho concluso una lunga traversata, completando il ciclo The Dying Earth di Jack Vance, e in cui ho riscoperto un interesse per la saggistica. Un anno in cui non ci saranno altre statistiche, perché ho finalmente abbandonato quell'orrido log in cui annotavo le mie letture.

mercoledì 10 dicembre 2014

Jacek Dukaj - La Cattedrale

Esiste sempre un margine di errore, nel bene o nel male, quando si acquista un libro senza sapere davvero di che si tratta. La Cattedrale non è un romanzo, né una raccolta originale di racconti. Si tratta di una selezione di tre racconti lunghi dell'autore polacco Jacek Dukaj, a opera dell'editrice Voland. Si inserisce infatti nell'obiettivo della suddetta di tradurre e far conoscere in Italia la letteratura in lingua slava, anche contemporanea e fortunatamente anche "di genere". Dukaj scrive infatti fantascienza, con un taglio diverso dai soliti temi e stilemi propri degli autori anglosassoni.

Immagine tratta dal cortometraggio Katedra di Tomasz Bagiński

La Cattedrale è tratto dalla prima raccolta dello scrittore, edita nel 2000, da cui è stato tratto un cortometraggio animato. Il protagonista è un prete, incaricato dalla Santa Sede di esaminare alcune prove nell'ambito di un processo di beatificazione. Viene così spedito fra gli Ismiraidi, un gruppo di planetoidi in transito in un vicino sistema solare raggiunto dall'umanità. Fra i misteri degli Ismiraidi, il più grande è una costruzione in cristalvivo, solo parzialmente frutto di programmazione consapevole, che negli anni si è sviluppata fino a costituire una cattedrale. Man mano che gli Ismiraidi si avvicinano al punto di non ritorno, il prete lavora alla soluzione dei suoi interrogativi, sotto il fascino del gioco di luci e ombre dell'imponente edificio.

venerdì 21 novembre 2014

Il patto. Quando è il lettore il problema

Mi è capitato più volte sulla annosa questione della credibilità di un racconto fantastico e di leggere interventi sul tema, a volte molto bene argomentati. Perché tornarci? Perché ho l'impressione che spesso il discorso sia incompleto, non per ingenuità ma per l'adozione di una prospettiva troppo rigida.


Facciamo un passo indietro.
Il fantastico è un tipo di narrazione che nasce con deficit di realismo maggiore rispetto ad altri generi letterari. Si richiede dunque più attenzione alla credibilità delle storie, ovvero che il lettore possa accettare gli elementi estranei alla realtà che conosciamo; si tratta del solito patto con il lettore, fin qui nulla di nuovo. L'atto di leggere intorno a questo tacito accordo, che rende reali le storie nello spazio tra le parole e il lettore.

Il patto prevede alcuni diritti e doveri. Dovere del lettore è sospendere l'incredulità. Diritto del lettore è la coerenza interna della storia, ovvero il rispetto delle nuove regole definite da parte dell'autore stesso. Gli articoli sono molti ed è importante che entrambi, autore e lettore, ne siano consapevoli. Non sono cose di poco conto: c'è sempre la possibilità che danneggino l'esperienza di lettura. C'è, ad esempio, la questione della premise. Se l'autore inizia a imbastire la trama attorno a un tema importante, che vuole portare all'attenzione di chi legge, potrebbe suscitare la ritrosia di certe persone per i libri con un messaggio. Una volta ho partecipato a un'assurda discussione con una aspirante scrittrice che contestava un manuale il cui capitolo introduttivo girava intorno alla premessa. Al contrario, io sono uno che si porta con sé libri con una forte sinergia fra la premessa e la storia, perché sono quelli che più mi restano dentro.

venerdì 7 novembre 2014

Livio Gambarini - Le Colpe dei Padri

Ci sono un milanese, un bergamasco e una valligiana...
Il punto, ecco, è che non so se mi va di parlarne al solito modo. Le Colpe dei Padri è un libro che ho incontrato per caso, così come l'autore Livio Gambarini, in quel di Arona, in cui mi aspettavo tutt'altro. Ma si sa, tra un incontro e l'altro è facile perdere di vista gli obiettivi e acquistare un buon libro, soprattutto se nel pieno di una crisi di astinenza da caffeina.

Ed eccomi qui.
Non sono mai stato un appassionato di romanzi storici, anche se i pochi che ho letto mi sono piaciuti moltissimo. Posso citare Manzoni*, Jennings (L'Azteco) e il tizio che ha scritto Medicus, ma in generale dipende molto dal periodo storico. Al Manzoni forse non mi sarei mai approcciato senza l'input scolastico e, allo stesso modo, non sono andato oltre le prime 10 pagine del seguito di Medicus. Negli ultimi anni, per esempio, mi sono appassionato alle opere di Milano, la città in cui vivo e lavoro, così come ad alcuni suoi personaggi storici. Così, quando ho adocchiato questo romanzo, ho deciso che forse valeva la pena di cadere in tentazione.


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