lunedì 14 aprile 2014

Una graphic novel al premio Strega?

Una notizia che ha fatto discutere in questi giorni è l'ingresso nella rosa dei 12 contendenti del premio Strega 2014 di unastoria di Gipi, graphic novel edita dalla Coconino Press. Prima ancora si parlava della sua stessa ammissibilità. Fermo restando che non ho mai seguito il premio Strega, salvo forse quella volta che mi regalarono un libro vincitore, sono ben consapevole che il rischio di entrare nel giro di polemiche in stile Sanremo è elevato e quindi mi terrò il più possibile al di qua della linea rossa dello snobismo culturale.
E quindi: cos'è un fumetto?

A prima vista si adocchiano due componenti: parole e immagini. Questa distinzione è grossolana, poiché esistono graphic novel di sole immagini, come L'Approdo di Shaun Tan, che ha più aspetti in comune con le raffigurazioni pittoriche della via crucis che con un romanzo. Parole e immagini, ma anche due ruoli, quello dello sceneggiatore e del disegnatore, che possono essere rivestiti da una, due o più persone.

Chi liquida la questione dell'ammissibilità sostenendo che unastoria non è scritta in versi dovrebbe riflettere sulla possibilità di disegnare in versi.

martedì 8 aprile 2014

Nativi digitali #10

Visto che era un po' che non suggerivo qualche ebook, provo a riprendere in grande stile. I due libri che segnalerò sono entrambi gratuiti e amici (di primo o di secondo grado), il primo curato da una singolare iniziativa editoriale tutta italiana e il secondo da una collega blogger.

Iniziamo (in barba al fatto che così la congiunzione raddoppia) con col nostro sangue hanno dipinto il cielo di Eleonora C. Caruso, edito nella collana Speechless Books e scaricabile sul sito della rivista. Il racconto, lungo circa una cinquantina di pagine, racconta di Shun, venticinquenne che lavora come host in un locale di Tokio. Un host, per chi non lo sapesse, offre un servizio di escort che non include il sesso, un intrattenimento che simula l'amore. Shun ha però un problema: ha due ulcere e, nonostante la sua bellezza di mezzosangue francese, è già troppo vicino alla sua data di scadenza in quel mondo fatto di alcool e vomito. Col nostro sangue... non risparmia molto. È una fotografia lucida che perfora il velo dello spettacolo e mostra in tutto il suo squallore la mercificazione del desiderio portata all'estremo:

«Tokyo è un meccanismo che si autoalimenta. Crea desideri enormi che non vengono appagati, e questo genera disperazione. Ed è proprio la disperazione che spinge la gente a desiderare.»

giovedì 3 aprile 2014

Tu non sei uno scrittore


Prima di tutto, una precisazione: nonostante il tono, quello che segue è un post serissimo. Nasce da un insieme di sollecitazioni esterne (post letti altrove), considerazioni maturate in vari momenti ma mai trascritte.
Se vi riesce, vi chiedo di darmi corda e di fare attenzione alle parole usate.

Seconda precisazione: per semplicità, qui si parla di narrativa.

Quindi, dicevamo...
Tu (#swoosh#) sei uno scrittore, o dici di esserlo.
Se scrivi, naturalmente, sei uno scrittore. Ciò è un mero dato di fatto, derivante dalla definizione del termine "scrittore".
Non lasciare che nessuno dica che non lo sei, perché mentirebbe.

Scrivere è un diritto.
Mi permetto di citare la Dichiarazione universale dei diritti umani, probabilmente il singolo testo più largamente sottoscritto dai rappresentanti dei popoli della Terra (nonché il più disatteso):

"Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere." (Art. 19)

"Ogni individuo ha diritto all'istruzione." (Art. 26)

Dal momento che la scrittura è la principale conquista dell'umanità, un essere umano istruito può esprimersi come gli pare, per esempio scrivendo.

mercoledì 26 marzo 2014

Tre sugli animali (fantastici)

Questa idea me l'ha data indirettamente un'amica, che ogni tanto si diverte a strutturare la sua lista di libri da leggere per gradi di separazione: la rubrica si chiama tre gradi. Immaginiamo di poter cogliere, nella proverbiale pila sul tavolino, tre libri che sono in qualche modo collegati, per esempio da uno stesso argomento o tema, ecco che tutto sembra per una qualche magia un po' più ordinato! Così, anche uno che come me finisce per accumulare libri sull'onda del sentimento, che dopo mesi (se va bene) ha scordato la ragione che ne ha scatenato l'appropriazione, può dare una parvenza di ordine alle sue letture.
Più o meno, la storia è questa: ho preso il libro a a un Salone del Libro, il libro b a seguito di una non-recensione e il terzo...  beh, in parte per via dell'autore e in parte perché mi sono subito reso conto che i tre stavano maledettamente bene insieme! A parte il fatto che l'ordine è stato in realtà a, c e b, e non come l'ho presentato, vediamo ora di cosa sto parlando.

a. L'Orologiaio Miope di Lisa Signorile

Biologa laureata e militante, Lisa Signorile è stata per anni autrice del blog omonimo, recentemente traslocato sul sito di National Geographic. Il libro è una raccolta di articoli su alcuni animali straordinari, assurdi e spettacolari che abitano sul nostro pianeta. Ma attenzione. Non tratta solo di specie che abitano in aree recondite e inospitali ma anche di esseri che, pur vivendo più vicini a noi di quanto immagineremmo, hanno sviluppato straordinarie soluzioni evolutive: dal polpo vampiro degli abissi agli acari che popolano a migliaia i nostri letti. Un intero capitolo è dedicato ai parassiti (astenersi lettori di stomaco debole!) e un altro alle specie velenose.
Il libro è semplice anche per chi, come me, di zoologia ne capisce tanto quanto di geroglifici, per cui mi sento di consigliarlo a chiunque coltivi una certa curiosità per gli aspetti meno ovvi del mondo animale.
Perché qui non ci sono leoni, ma in questo caso non se ne sente la mancanza.

sabato 22 marzo 2014

David Rubín - L'Eroe (Libri I e II)


Postmoderno.
L'illuminazione mi è venuta pensando a una divagazione sul fantasy che definiva il (sotto)genere urban non tanto per l'ambientazione o le tematiche quanto per il fatto che tenga conto della modernità. Che siano elfi in motocicletta o divinità armate di smartphone, il succo è non ignorare la nostra epoca e lasciarla penetrare nella storia che stiamo scrivendo - o viceversa, fare esplodere un pizzico di fantastico nel mondo intorno a noi, che non è proprio lo stesso ma sono due modi di vedere la faccenda.
Altri potrebbero parlare di mitopoiesi o di de-strutturazione. Io con questi termini mi sento a disagio e impreparato, per cui prenderò in prestito questa definizione.
L'Eroe è epica postmoderna (ma non postmodernista).

Cominciamo da lui: Eracle. Cosa si può scrivere di Eracle nel nostro tempo? Qualcosa avevo già scritto parlando del primo libro. Eracle è l'eroe per eccellenza. È forte, figlio di un Dio, e compie imprese memorabili spesso in favore delle popolazioni locali, minacciate da questa o da quell'altra bestia. Il terribile leone che terrorizzava Nemea, mostro figlio di mostri, l'idra di Lerna, che si dice aiutata da Era per cancellare l'onta che l'esistenza di Eracle le arrecava, e così via. Le 12 fatiche gli furono imposte dal cugino Euristeo, a cui per decreto del fato doveva obbedire. Cosa può esserci di moderno in questa storia vecchia di millenni?
Semplice: nel frattempo qualcuno ha inventato i supereroi.
O meglio, i supereroi nascono come una versione moderna degli eroi del mito. Così scrivere oggi di Eracle non può prescindere dall'esistenza di Superman, e dall'evoluzione che questi nuovi eroi hanno avuto - e Supermam è più popolare di Eracle, da qualche generazione a questa parte. Così l'Eracle di Rubín è post-Superman, senza l'impiccio di doversi camuffare da uomo convenzionale e un po' maldestro. Se visivamente L'Eroe è figlio del fumetto supereroistico (Jack Kirby viene citato esplicitamente), ciò è vero quindi anche nei contenuti. E cresce. Da adolescente spensierato e un po' spaccone, lo ritroviamo da vecchio più simile al Bruce Wayne tormentato e logorato dal proprio fardello; troverà lungo il percorso alcuni compagni, fra cui il wonder boy Iolao, due mogli... persino una versione alternativa di se stesso!

martedì 18 marzo 2014

Una vanteria... e il bastone tonante!

Lo scorso fine settimana si è tenuto il Cartoomics, la fiera del fumetto milanese. Non mi dilungherò, perché un resoconto dovrebbe uscire sulle pagine de Il futuro è tornato come l'anno scorso. Volevo solo condividere con voi la gioia di aver riportato a casa questo:


Forse non ho insistito a sufficienza sul fatto che PK sia uno dei miei fumetti preferiti. Non potete immaginare la gioia di incontrare allo stand Panini Silvia Ziche, storica disegnatrice per le testate Disney e, nello specifico, anche di una miniserie comica all'interno di PK: Angus Tales. Una signora davvero deliziosa, la Ziche, disponibilissima a dedicare con disegno le copie della raccolta di vignette uscite su Topolino.
Questo incontro mi ha riportato indietro alla fine degli anni '90 e per una buona mezz'ora, forse più, avevo impresso in volto un sorriso ebete.
(Non credo di avere la forza di cancellare il tratto a matita.)

sabato 15 marzo 2014

Leggendo "L'Eroe" di David Rubín

Non ho conosciuto David Rubín, autore e disegnatore spagnolo, per puro caso a Lucca. Era lì a firmare una catasta di cofanetti de L'Eroe, volumi 1 e 2 già pronti prima della pubblicazione ufficiale. Era impensabile lanciarsi su un autore a me sconosciuto con un'opera così ponderosa (300 pagine sono tante per un fumetto), anche considerando che avevo già zaino e sacchetti pieni di carta. Oltretutto, mi ero dimenticato che avevo diritto a uno sconto presso Tunué. Mi sono così appuntato mentalmente di approfondire la conoscenza di questo tizio che aveva deciso di dare un nome evocativo ma, ammetterete, piuttosto vago alla sua grande opera.

L'eroe è Eracle, e questo accantona l'accusa di vaghezza. Eracle è l'eroe con la E e la L maiuscole fin dall'antichità, almeno nel mondo occidentale. Figlio naturale di Zeus e detestato da Era, è vincolato per decreto del fato a obbedire al cugino Euristeo che gli impone le famose 12 fatiche. Il primo dei due volumi racconta proprio le prime fatiche e la crescita di Eracle dall'adolescenza ai 30 anni circa. In seguito le vicende di Eracle subiscono una svolta drammatica, egli stesso diventerà un personaggio più oscuro e alcune scelte non del tutto condivisibili lo porteranno a una tragica fine...
... ma secondo alcuni Zeus gli offrirà il cibo degli Dei accogliendolo nell'allegra combriccola dei celesti.

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