martedì 28 ottobre 2014

Lucca Comics & Libro delle ombre

Anche quest'anno sarò a Lucca.
La città di Castruccio Castracani, di Ilaria del Carretto e del Volto Santo.
E del Lucca Comics & Games, quando un esercito di appassionati di fumetti, giochi e fantastico invadono la città in un clima di festa. Invadono letteralmente, poiché in quei giorni la popolazione della città toscana si moltiplica notevolmente.
Ma torniamo alla festa.
Argonauta Xeno come ogni anno partecipa, rigorosamente da visitatore. Girerò per gli stand, mangerò buon cibo (spero) e farò qualche acquisto, cercando di non dilapidare un patrimonio. Come l'anno scorso, cercherò di coniugare la manifestazione al turismo: è triste, infatti, che in quei giorni il patrimonio artistico lucchese venga ignorato dalla massa dei festanti. Ne parlerò nel probabile resoconto.
Ad ogni modo, io sarò lì sabato - alle 11 sarò all'educational di Luca Tarenzi sul fantasy postmoderno - e domenica. Se qualcuno volesse incontrarmi, sono sempre disponibile per un caffè, una birra o quello che si può prendere dell'ora e del contesto.
Insomma, sarà un bellissimo fine settimana.


mercoledì 22 ottobre 2014

"Regina della notte", racconto e lettura teatrale

Qualche mese fa, l'infaticabile Romina Tamerici ha messo in piedi un piccolo concorso per festeggiare il terzo compleanno del suo blog. Il concorso era diviso in due momenti: il primo in cui lei avrebbe dovuto scegliere tre racconti fra quelli inviati, il secondo in cui i visitatori avrebbero potuto ascoltare (e votare) una sua lettura dei testi.
Caso vuole che mi sia infilato fra i tre - sono quasi certo di averlo condiviso da qualche parte... - e che ho avuto la fortuna di ascoltare questo portento. So bene che un bravo scrittore, non dico di esserlo, dovrebbe leggere ad alta voce le proprie frasi, ma non sono mai stato bravo a leggere con la dovuta espressività. Vi posso assicurare che ascoltare il mio Regina della notte letto da Romina è stata un'esperienza emozionante, tanto che mi è venuto da pensare, per un momento, di aver davvero scritto un bel racconto! Scherzi a parte, questo tipo di lettura "teatrale" è in grado di mettere in risalto aspetti del testo, di significato o emotivi, che sono per forza di cosa personali, e possono conferire a esso un valore aggiunto.
Per le letture rimando al blog di Romina e al suo canale youtube, dove trovate anche altri video interessanti. Se vi interessa invece chiederle una lettura teatrale, c'è la pagina apposita.
Quanto a me, posso riproporvi questo breve racconto.

Regina della notte


Una brezza leggera accarezza l'erba, muovendone i fili con eleganza. È uno spettacolo distensivo e continuo, adatto all'attesa.
Arroccata sul suo parapetto, Bast scruta la superficie cangiante e scura. A seconda di come risponde al tocco dell'aria, è in grado di determinare la posizione di una possibile preda e di calare su di essa senza esitazione. Bast è una cacciatrice, ultima figlia di una nobile stirpe, e il fossato della rocchetta è il suo territorio.
Un refolo di vento più insistente le smuove il pelo nero, che ora presenta uno sbuffo sul fianco. È un presagio. Poco più sotto, ha scorto il nemico mentre cerca di stanare uno dei suoi.
Bast si alza e scende dal parapetto.
Le zampe affondano nell'erba scura, in cui ora è immersa, e avanza cautamente con le orecchie tese in ogni direzione. Non si farà cogliere di sorpresa.
Lì di fronte sente che Thot viene aggredito.
I suoi muscoli scattano e in men che non si dica raggiunge il luogo della colluttazione. Un balzo ed è sullo striato. Si rotolano, lui le morde l'orecchio ma alla fine è lei a prevalere.
Con un colpo di reni, lo striato si libera e scappa. Gian Galeazzo, che un tempo era il più forte, adesso si ritira con la coda fra le gambe. Ormai Bast è la migliore, specialmente quando si prende cura dei suoi. Valuta le condizioni di Thot, che le miagola un ringraziamento, poi erge la testa sopra i fili d'erba e si guarda intorno.
È tardi. Presto i suoi le faranno resoconto. In pochi balzi è di nuovo sul parapetto, il suo punto di osservazione. Per ciò che resta della notte osserverà il movimento continuo dell'erba, vigile e regina della notte.

giovedì 16 ottobre 2014

Francesco Verso - Livido

Recupero per l'occasione una recensione già apparsa su Il futuro è tornato, blogzine di fantascienza che dovreste conoscere. Ho letto questo libro un anno fa, nel frattempo è approdato, tradotto, nei paesi anglofoni. La mia opinione è rimasta la stessa, per cui lo ripropongo con poche correzioni.

Peter Pains è costretto fin da giovane a rovistare tra i rifiuti di Colle Vasto, la discarica vicino a casa. Soffre le angherie del fratello Charlie, capo di una banda di riciclatori abusivi, i Dead Bones, in un futuro dove la palta assedia le città e il riutilizzo è entrato a far parte dello stile di vita (almeno delle classi medie e meno abbienti). Ma soprattutto, Peter è alla ricerca della felicità. La donna dei suoi sogni è Alba, perfetta nel suo essere per metà artificiale. La sua mente è stata infatti copiata, digitalizzata e caricata su un corpo artificiale; gli uomini e le donne che scelgono l’upload, potendoselo permettere,  sono chiamati nexumani.

Peter conosce Alba lungo la strada che percorre ogni giorno per raggiungere Colle Vasto, dove  lavora in un’agenzia viaggi di sua proprietà. Il ragazzo però non si rende subito conto della sua condizione. I nexumani possono sembrare umani perfetti, ma il loro status giuridico è ambiguo: in cambio di una vita prolungata e di un corpo migliore, non godono di tutti i diritti dell’umanità. Che non è umana se ne accorge subito Charlie, che è lesto di giudizio: in quanto nexumana, anche Alba è palta. Durante una scorreria dei Dead Bones le dà la caccia e la uccide, sotto lo sguardo esterrefatto di Peter, che osserva il suo sogno smembrato e ripartito fra i membri della banda. Peter riesce tuttavia a recuperarne la testa e da qui inizia il percorso di recupero di quella felicità che si è visto strappar via.

martedì 30 settembre 2014

Comunicazioni: guest post e nuova policy sui commenti

Lo so, lo so.
Magari sarebbe il caso che lavorassi più seriamente, dato che di argomenti se ne trovano, sia letterari sia cronache della blogosfera. Potrei parlare di FantArona, una riuscita, benché minuta, manifestazione piemontese dove ho incontrato alcune belle persone; ma lo fa già Marika. Potrei anche lavorare a... coff... all'ebook... Solo che ho da poco finito di pulire casa e di bere la Bevanda Più Amara Mai Ideata - tè al gelsomino, per cui adesso ho solo voglia di mettermi a leggere questo bel romanzo storico che mi ha distolto dalle altre letture.
In ogni caso, oggi esce anche un mio post serio.
Sul blog di Romina Tamerici, per ricambiare il suo commento di Sherlock Holmes contro Dracula, libro che ora voglio leggere anch'io a breve.
Un guest post.
Il mio terzo guest post, mi sembra, se escludiamo le collaborazioni con Il Futuro è Tornato.
In ogni caso, se vi va andate a leggerlo.
Si parla di buoni brutti libri e di George Orwell.

Seconda comunicazione, che necessita di una premessa.
Ho sempre cercato di mantenere un approccio aperto al blogging, evitando contatori, tracker e tutto ciò che mi dà fastidio e stuzzica il mio io paranoico. Ho cercato altresì di non introdurre captcha - che non sono efficaci contro i robot! - e la moderazione dei commenti, anche se quest'ultima resta un'opzione.
E i commenti anonimi.
Ecco, proprio questi commenti sono una porta spalancata allo spam.
Negli ultimi due mesi ho iniziato a ricevere vagonate di spam. Alcuni dei messaggi fasulli superano i filtri di Blogger e, purtroppo, non sempre me ne accorgo. Considerato che di commenti anonimi genuini ne conto una quindicina, nei quasi tre anni di attività, ho deciso di lasciare spazio solo ai commenti firmati.
È stata una scelta combattuta, perché va contro la mia visione del Web, tuttavia la considero il male minore per evitare di diffondere ulteriormente il contagio.
Mi spiace per chi volesse commentare in modo anonimo, ma sono sicuro che troverà un altro modo per esprimere la sua opinione.

lunedì 22 settembre 2014

Sherlock Holmes contro Dracula

Ricordate - se l'avete mai fatto - i discorsi da ragazzi su chi fosse il più forte tra due supereroi? Un simile pensiero mi è venuto in mente quando mi sono trovato fra le mani questo libretto... E sì, ok, prima l'ho dovuto acquistare. Ma l'intenzione di leggerlo c'era! Devo solo trovare il tempo di concretizzarla. Nel frattempo, l'ho fatto leggere a Romina Tamerici, la quale si è gentilmente offerta di recensirlo per me.
Per inciso, questo è il primo guest post in assoluto, per cui offro un caffè a tutti e lascio subito la parola a Romina.

Io non scrivo recensioni.
Io difficilmente parlo di libri non di esordienti.
Io non leggo gialli.
Non mi piacciono i vampiri (perché io un po' lo sono e non mi piaccio).

Bene, date queste certezze, eccomi qui a scrivere la recensione di Sherlock Holmes contro Dracula a cura di Loren D. Estleman.
Mi piace essere coerente nella mia incoerenza! Ma, per conservare un briciolo di credibilità, parlerò ben poco del libro, come mio solito. Per questo inizio raccontandovi come sono incappata in questo volume...

Le persone come Salomon Xeno hanno un grosso problema: acquistano più libri di quelli che mai saranno in grado di leggere nella loro vita*. Ma, dal punto di vista di chi li conosce, questo è un bene perché significa avere accesso a piccole biblioteche private a cui attingere liberamente.
Non è il primo libro che Salomon Xeno mi presta, però di questo mi ha chiesto di parlare e come si può dire di no a una sorta di bibliotecario con un problema di acquisto compulsivo di libri?

“Ma non ho mai letto Dracula
“Ma non ho mai letto nessun libro su Sherlock Holmes
Ho provato a difendermi con queste obiezioni quando questo libricino mi è finito tra le mani, ma poi mi sono lasciata convincere.

Sicuramente avrei potuto apprezzarlo di più, se avessi conosciuto bene i due personaggi principali, dei quali invece so ben poco, lo confesso. Stile:
- Dracula = vampiro
- Sherlock Holmes = investigatore

Nonostante questa scarsa (o nulla?) infarinatura sui temi del libro, esso mi ha catturata fin dalle prime pagine sia per lo stile sia per la trama.

mercoledì 10 settembre 2014

Tre case stregate

Una delle ragioni che hanno causato una riduzione del mio impegno sul blog è certamente il mio essere diventato recentemente un topolino di città, per di più autonomo. Inutile dire che la mia vita ha subito un brusco scossone, sia con punte di divertimento, curiosità e scoperta, sia con una maggiore stanchezza dovuta alle piccole incombenze quotidiane. C'è stato anche il momento in cui tra me e l'abitazione si è instaurato un legame di sangue - poco più di un taglietto, a dire il vero. Questo avvenimento, unitamente a uno spettacolo teatrale ispirato a tre racconti del buon Poe, mi ha suggerito questo post*.

Immagine realizzata da Barbara

Il primo posto se lo aggiudicano gli Usher, grazie a due ottime storie: Il crollo della dimora degli Usher (The fall of the house of Usher) di Edgar Allan Poe e un capitolo di Cronache Marziane di Ray Bradbury. Ho assistito a una lettura scenica del racconto di Poe, molto suggestiva e ottimamente musicata. La seconda è costruita come imitazione dell'originale, su Marte poiché i terrestri si dedicavano a bruciare libri di narrativa - tema caro a Bradbury. La casa degli Usher è antica, riccamente arredata, decadente, circondata da miasmi lacustri, impregnata di un odore dolciastro e percorsa dalle note delicate del proprietario. L'ultimo erede degli Usher è a sua volta contaminato, poiché la casa e i suoi dintorni, tutto il peso della decadenza e del marciume, fino a condurlo verso una tragica conseguenza.

martedì 2 settembre 2014

Desolation Road - Ian McDonald


Desolation Road...
Desolation Road è il romanzo d'esordio (1988) di Ian McDonald, edito da Zona42 e tradotto da Chiara Reali. È un romanzo di fantascienza consigliato dalla Leggivendola, che me lo ha consigliato e io la ringrazio. Desolation Road parla dei circa 20 anni* di vita dell'omonima città marziana, una città che non sarebbe nemmeno dovuta esistere, attorno alla quale si intrecciano le sorti di moltissimi personaggi.

Tutto inizia quando il dottor Alimantado, dopo avere inseguito per giorni l'evanescente pelleverde attraverso il deserto, è investito della responsabilità di fondare una città - una torre di trasmissione e qualche caverna - con il benestare della Benedetta Signora. Alle grotte giungono il fuggiasco Jericho, la famiglia Mandella e via via altri personaggi, come a una fermata imprevista della linea ferroviaria della Bethlehem Ares. Una fermata a un passo dal paradiso, come afferma uno dei suoi abitanti. E così iniziano le storie. In principio ci sono gli arrivi. Poi le prime difficoltà, come la grande cometa che minaccia di devastare l'insediamento per donare all'ecosistema marziano l'acqua di cui necessita per ospitare i milioni di immigrati provenienti dalla Terra. A un certo punto alcune storie si allontanano da Desolation Road, per poi ricongiungersi, immancabilmente, nello scoppiettante finale.

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